Direzione Generale Uso Sostenibile Suolo e Risorse Idriche (DG USSRI)

ex Direzione Generale per il Risanamento Ambientale (ex DG RIA)

Bonifica di siti contaminati

Realizzazione di interventi ed opere nei SIN

La realizzazione di interventi ed opere all’interno di siti di interesse nazionale (SIN), anche se non prevedono scavi ma comportano occupazione permanente di suolo, è assoggettata alla disciplina di cui all’art. 242-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e di cui all’art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica 13 giugno 2017, n. 120.

In particolare, la realizzazione di detti interventi ed opere è assoggettata alla preventiva valutazione da parte del Ministero della transizione ecologica ai fini della verifica del rispetto delle condizioni di cui all’art. 242-ter, comma 1, del decreto legislativo n. 152 del 2006, o di cui all’art. 25, comma 1, lett. b), del decreto del Presidente della Repubblica n. 120 del 2017, a seconda della tipologia di intervento e opera.

La preventiva valutazione non è richiesta nel caso di conclusione del procedimento di accertamento dello stato di potenziale contaminazione del sito (C<CSC, C<CSR) per tutte le matrici (suolo, sottosuolo e acque sotterranee), ovvero decorsi 90 giorni dalla data di acquisizione dell’autocertificazione di cui all’art. 252, comma 4-bis, del decreto legislativo n. 152 del 2006 (per tutte le matrici).

La valutazione è richiesta, invece, qualora il sito risulti potenzialmente contaminato e/contaminato (a seconda della tipologia di intervento, come si dirà oltre) anche per una sola matrice.

La valutazione è svolta nell’ambito dei procedimenti di approvazione e autorizzazione degli interventi e, ove prevista, nell’ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale. E’ fatta salva comunque la possibilità da parte del Proponente di chiedere la valutazione anche fuori da tali casi, direttamente al Ministero.

Di seguito sono riportate alcune indicazioni operative ai fini dell’avvio della predetta valutazione.

Interventi ed opere di cui all’art. 242-ter, comma 1, del decreto legislativo n. 152 del 2006, anche in presenza di interventi ed opere che non prevedono attività di scavo ma comportano occupazione permanente di suolo

Nel caso di interventi ed opere da realizzare che rientrano tra quelli contemplati dall’art. 242-ter, comma 1, del decreto legislativo n. 152 del 2006, anche se non prevedono attività di scavo ma comportano occupazione permanente di suolo, la modulistica da utilizzare per la valutazione di cui al comma 2 del medesimo articolo è quella stabilita con il decreto direttoriale n. 46 del 30 marzo 2021.

Ai fini della valutazione di cui trattasi, lo stato di potenziale contaminazione del sito e, con un maggior dettaglio, dell’area di intervento, è accertato attraverso:

  1. – un piano di indagini preliminari, da concordare preliminarmente con l’Arpa territorialmente competente ai sensi dell’art. 242-ter, comma 4, lett. a), del decreto legislativo n. 152 del 2006; in alternativa, mediante
  2. – un piano di caratterizzazione, ovvero indagini integrative qualora l’area di intervento non sia sufficientemente caratterizzata, nel caso in cui il medesimo piano sia stato approvato ai sensi dell’art. 242, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 2006.

In presenza di un piano di caratterizzazione già approvato, non è consentito retrocedere alla fase delle indagini preliminari.

Nell’accertamento dello stato di potenziale contaminazione del sito occorro tenere presente la definizione di sito di cui all’art. 240, comma 1, lett. a), del decreto legislativo n. 152 del 2006, che comprende tutte le matrici ambientali (suolo, materiali di riporto, sottosuolo e acque sotterranee).

In presenza di attività di messa in sicurezza operativa già in essere, ai sensi dell’art. 242-ter, comma 4, lett. b,), del decreto legislativo n. 152 del 2006, la realizzazione degli interventi e delle opere in oggetto può essere avviata previa comunicazione all’Arpa territorialmente competente da effettuarsi con almeno quindici giorni di anticipo rispetto all’avvio delle opere.

Qualora la messa in sicurezza operativa interessi una sola matrice, è necessario procedere con la valutazione delle interferenze ex art. 242-ter per le altre matrici.

Interventi ed opere che ricadono nel campo di applicazione dell’art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica n. 120 del 2017, anche in presenza di interventi ed opere che non prevedono attività di scavo ma comportano occupazione permanente di suolo

Nel caso di interventi ed opere che ricadono nel campo di applicazione dell’art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica n. 120 del 2017 (trattasi di tutte le tipologie di interventi ed opere diverse da quelle di cui all’art. 242-ter, comma 1, del decreto legislativo n. 152 del 2006), nonchè nel caso di interventi ed opere che non prevedono scavi ma comportano occupazione permanente di suolo, la modulistica da utilizzare per la valutazione di cui trattasi è quella stabilita con il decreto direttoriale n. 113 del 19 luglio 2021.

Ai sensi del citato art. 25, il sito deve essere già caratterizzato, intendendo con ciò che deve essere concluso, con l’approvazione dei risultati dell’analisi di rischio, il processo di caratterizzazione descritto nell’allegato 2 al titolo V alla parte quarta del decreto legislativo n. 152 del 2006.

 

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