ex Direzione Generale per il Risanamento Ambientale

Bonifica di siti contaminati

Taranto

Inquadramento Geografico Ambientale

Il sito di Taranto, compreso all’interno dell’area dichiarata ad “elevato rischio di crisi ambientale”, interessa una vasta area pianeggiante (4383 ettari a terra e 7005 ettari a mare), prospiciente il golfo di Taranto, ove gli insediamenti industriali presenti influenzano pesantemente il quadro socioeconomico, ambientale e paesaggistico.

Sintesi della Storia produttiva del Sin

Nella zona industriale e produttiva dell’area di crisi ambientale sono state censite circa 200 imprese, quasi tutte ricadenti all’interno del SIN di Taranto, con la sola esclusione dell’agglomerato ASI di Massafra. Tra i differenti stabilimenti industriali presenti emerge il più grande polo siderurgico italiano Ex ILVA (oggi Acciaierie d’ltalia) unitamente alla raffineria Eni, all’industria cementiera CEMENTIR e ad altre industrie manifatturiere di dimensioni medio-piccole.

Principali problematiche ambientali

Le interferenze con l’ambiente prodotte dalle attività industriali interessano tutti i comparti ambientali e le principali fonti di inquinamento sono rappresentate dalle industrie siderurgiche, petrolifere e cementiere nonché dall’Arsenale Militare.
Le attività di bonifica ed il ripristino ambientale riguardano le aree industriali, gli specchi marini (Mar Piccolo) e salmastri (Salina grande).
Per quanto riguarda le aree private le grandi attività produttive hanno realizzato sia la caratterizzazione delle aree di competenza, che avviato le misure di prevenzione o di bonifica.
Si segnala, che è in corso di realizzazione la bonifica della falda e dei suoli della Raffinerai Eni di Taranto e completata la caratterizzazione dell’area Ilva con l’avvio delle misure di messa in sicurezza della falda nell’area dei Parchi Minerari.

Perimetrazione del Sin e programmazione negoziata

Con Decreto del 10 gennaio 2000, il Ministero dell’ambiente ha approvato il perimetro del sito di interesse nazionale di Taranto.
Per quanto riguarda le aree pubbliche, al fine di fronteggiare e superare le gravi situazioni di criticità ambientale e sanitaria accertate ed assicurare l’attuazione degli interventi previsti dal Protocollo d’Intesa del 26 luglio 2012, il decreto-legge 129/2012, convertito senza modifiche con la legge n. 171/2012, ha disposto la nomina di un Commissario Straordinario.
Con la nomina del Commissario Straordinario le azioni volte alla bonifica e alla riqualificazione del Sito di Interesse Nazionale di Taranto hanno intrapreso un nuovo percorso, integrato ed organico con quello finalizzato alla crescita ed allo sviluppo del territorio. Con l’emanazione del D.L. del 5 gennaio 2015, n. 1, convertito con modificazioni dalla legge 4 marzo 2015, n. 20 recante “Disposizioni urgenti per l’esercizio di imprese di interesse strategico nazionale in crisi e per lo sviluppo della città e dell’area di Taranto”,  gli interventi nell’area di Taranto sono stati disciplinati mediante la stipula di un apposito Contratto Istituzionale di Sviluppo finalizzato ad accelerare l’attuazione del programma per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto, denominato “CIS Taranto”.
In data 30 dicembre 2015 è stato stipulato il Contratto Istituzionale di Sviluppo per l’Area di Taranto che definisce il Programma generale degli interventi sul SIN di Taranto.
È in fase di sottoscrizione un nuovo Accordo di Programma tra Ministero della Transizione Ecologica, Regione Puglia, Comune di Taranto, Comune di Statte e Commissario Straordinario per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’area di Taranto finalizzato a disciplinare le risorse attualmente disponibili per il SIN in capo alla Regione Puglia.

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