ex Direzione Generale per il Risanamento Ambientale

Bonifica di siti contaminati

Sulcis – Iglesiente – Guspinese

Inquadramento Geografico Ambientale

L’area perimetrata del SIN “Sulcis Iglesiente Guspinese”, ha un’estensione delle aree a mare di circa 32415 ettari e di aree a terra di circa 19750 ettari, di cui 9100 ettari di aree minerarie.
Situato nell’estremo sud-occidentale della Sardegna ricomprende le provincie del Sud Sardegna e della Città Matropolitana di Cagliari.

Sintesi della Storia produttiva del Sin

Nel SIN sono ricompresi gli agglomerati industriali di Portovesme (e con esso tutto il territorio comunale di Portoscuso) e Sarroch, le aree industriali di Macchiareddu, San Gavino Monreale e Villacidro e le aree minerarie dismesse. Le aree minerarie dismesse costituiscono un compartimento territoriale di grande rilevo sia per quanto riguarda la componente geologica, sia storico-economica dell’isola.
Si tratta di un territorio che per lunghissimi anni ha avuto una vocazione quasi esclusivamente legata alla attività mineraria, alla quale si sono associate le attività industriali legate alla trasformazione dei minerali estratti; a tale tipologia di industria, a partire dagli anni ‘60, limitatamente all’agglomerato di Sarroch e all’area industriale di Macchiareddu, si è aggiunta l’industria della raffinazione del petrolio e quella petrolchimica.

Principali problematiche ambientali

Lo stato e la tipologia delle contaminazioni sono legati alle lavorazioni specifiche realizzate nel tempo sulle aree.
Il Sulcis – Iglesiente – Guspinese, è la zona della Sardegna che presenta un maggior grado di compromissione, in senso areale, del territorio per via della secolare vocazione dell’area all’attività mineraria, legata alla presenza di importanti risorse minerarie. In queste aree è diffusa la contaminazione di suoli e acque sotterranee da metalli pesanti, con valori di concentrazione superiori ai già elevati valori di fondo naturale. Il problema principale è costituito dalla presenza, distribuita nelle singole aree minerarie, degli ingenti volumi di residui della lavorazione del minerale, naturalmente ricchi in metalli pesanti, sui quali per decenni, spesso per centinaia di anni, l’azione degli agenti  atmosferici ha causato la dispersione delle sorgenti della contaminazione e la diffusione della contaminazione stessa in seno alle matrici ambientali.
Le aree industriali dedicate alla metallurgia del Piombo, dello Zinco e dell’Alluminio, in particolare l’area di Portovesme, sono caratterizzate dalla presenza prevalente di contaminanti metallici sino a concentrazioni dell’ordine delle unità percentuali nei riporti utilizzati per la realizzazione dei piazzali industriali, con la conseguente contaminazione dei suoli e delle acque sotterranee. E’ altresì presente una contaminazione da IPA, fluoruri, idrocarburi e, in aree localizzate di impianto, in minor misura, da composti organici clorurati. I top soil esterni a queste aree industriali risultano contaminati quasi esclusivamente da metalli pesanti, secondo un modello concettuale che vede la ricaduta atmosferica e la dispersione eolica da abbancamenti di materie prime e rifiuti industriali come la principale fonte di contaminazione. L’area di Sarroch è dedicata prevalentemente al petrolifero (Saras ora Sarlux) e al petrolchimico, con prevalenza di contaminazione dovuta a idrocarburi, BTEX, IPA e composti organoclorurati. L’agglomerato di Macchiareddu è dominato dallo stabilimento petrolchimico della Enirewind e da quello di Fluorsid oltre che da numerose attività di servizio alla produzione. I contaminanti principali di conseguenza sono quelli legati ai cicli produttivi del cloro soda e del dicloroetano, ovvero Idrocarburi, BTXES, IPA, alifatici clorurati e alogenati.

Perimetrazione del Sin e programmazione negoziata

Il sito è stato inserito tra i Siti d’Interesse Nazionale (SIN) con il decreto n. 468 del 18 settembre 2001 ed è stato perimetrato con decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del 12 marzo 2003.
Su istanza della Regione Autonoma della Sardegna, a seguito di approfondite indagini e vista la delibera regionale n. 27/2013 del 1 giugno 2011, si è provveduto ad una riperimetrazione del SIN tramite il decreto prot. n. 304/STA del 28 ottobre 2016.
Il MATTM ha stanziato a favore del SIN complessivi € 68.021.165,26, di cui:

  • € 34.243.831,96 a valere sui fondi della L. n. 426/1998, successivamente ripartiti con il D.M. n. 468/2001 (Programma Nazionale di Bonifica);
  • € 5.943.136,35 a valere su risorse di bilancio MATTM e impiegate per la messa in sicurezza dell’area Eurallumina;
  • € 27.534.196,95 a vale su risorse MATTM assegnate con DPCM del 23 aprile 1993 e impiegate per interventi nelle aree ricomprese nel SIN.
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